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I santuari del centro Sardegna

28 Settembre 2013

La Sardegna è ricca di sorprese per chi la voglia conoscere e soprattutto all’interno sembra nascondere la sua parte migliore. Certo può essere considerato un luogo comune, che il meglio sia laddove non abbiamo conosciuto abbastanza, o forse una speranza, fatto sta che ci sono probabilmente due tipi di Sardegna. La prima è certamente quella da cartolina, che si vede nei rotocalchi, nei siti web, nelle immagini dei turisti su Facebook e che in qualche modo è la più conosciuta, celebrata, consumata. E’ anche una Sardegna mondana, vistosa, turistica, che quindi non è esattamente ciò che i Sardi vivono tutti i giorni. La Sardegna dell’interno oramai si apre al turismo, sono numerose le manifestazioni e gli eventi organizzati da associazioni culturali, enti per il turismo, assessorati, sponsor, una mancanza di rete se mai sembra un po’ penalizzarli. Ma dove la rete c’è (esempio Autunno in Barbagia), il turismo funziona, perché quello che può mostrare l’interno è in qualche modo più genuino della classica immagine delle gambe abbronzate dinanzi al mare cristallino di uno dei tanti litorali da sogno dell’isola. In questo contesto si situa il progetto Camminantes, voluto da protagonisti della spiritualità e del cammino, persone che si sono ritrovate nel Pellegrinaggio a Santiago de Compostela e che hanno deciso di riproporre al pubblico, questa esperienza all’interno della cornice dei santuari sardi. La Barbagia è una terra particolare, che nei suoi riti, nelle sue celebrazioni religiose miscela elementi di sacro e di profano. Ma quel conta è la spiritualità, il ritrovo, la comunanza, il silenzio che questi itinerari a piedi sanno donare.

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